Whistleblower senza gloria
Se il governo Monti sancisce e celebra per interposta commissione l’anonimato per chi denuncia le brutture della pubblica amministrazione, in conformità a uno spirito latino che rifugge la denuncia firmata, anche le quotazioni dei whistleblower americani sono in calo. Non sembra esserci posto, nello spazio della celebrazione pubblica, per le Sherron Watkins, la castigatrice di Enron piazzata sulla copertina di Time come esempio di rettitudine, o i Jeffrey Wigand, l’uomo che ha denunciato la manifattura di tabacco di cui era vicepresidente. Leggi Tecnocrati & pedagoghi di Lanfranco Pace
22 AGO 20

Se il governo Monti sancisce e celebra per interposta commissione l’anonimato per chi denuncia le brutture della pubblica amministrazione, in conformità a uno spirito latino che rifugge la denuncia firmata, anche le quotazioni dei whistleblower americani sono in calo. Non sembra esserci posto, nello spazio della celebrazione pubblica, per le Sherron Watkins, la castigatrice di Enron piazzata sulla copertina di Time come esempio di rettitudine, o i Jeffrey Wigand, l’uomo che ha denunciato la manifattura di tabacco di cui era vicepresidente perché imbottiva di cose illegali le sigarette e si è ritrovato in un blockbuster interpretato da niente meno che Russell Crowe e Al Pacino. Daniel Ellsberg, il leaker dei Pentagon Papers, è trattato alla stregua di un eroe per i diritti civili e i giornali lo invitano a ripercorrere tutta la vicenda ogni volta che si presenta un anniversario; i protagonisti del nebbioso caso Nigergate, Joe Wilson e Valerie Plame, sono stati santificati da Sean Penn e Naomi Watts in una pellicola capziosa e malriuscita, tuttavia considerata una via per la catarsi da chi ha mangiato per anni alla mensa della retorica anti Bush.
Ma la rappresentazione dei buoni che rischiano carriera e vita privata per smascherare i cattivi e, se non altro, vengono ricompensati con la corona d’alloro che spetta agli eroi del senso civico sta cambiando. Secondo i canoni classici, Thomas Drake dovrebbe essere sulla copertina di Time e tenere seminari sulla trasparenza in un’università della Ivy League, invece ha perso il lavoro, il diritto alla pensione e lavora come commesso in un Apple store nei sobborghi di Washington. Il suo precedente datore di lavoro era la Nsa, la più importante agenzia di sicurezza del governo, per la quale si occupava di software e sicurezza informatica. I dubbi sulla sensatezza di certe operazioni dell’agenzia gli sono venuti quando è iniziata una disputa fra Trailblazer e Thinthread, due programmi per il controllo delle informazioni su Internet. Trailblazer era costosissimo e invasivo per la privacy dei cittadini, Thinthread molto più economico e conforme alle leggi (anche non scritte) sull’intrusione del governo nelle vite degli altri; come nel più classico film sui whistleblower, Drake si è trovato a parteggiare per il progetto più economico e discreto, mentre i vertici dell’agenzia la pensavano al contrario. Con la legge che protegge gli informatori alla mano, Drake si è rivolto alle autorità competenti per denunciare la scelta dei suoi capi di buttare i soldi del contribuente in un programma potenzialmente liberticida, senza successo. E’ allora che ha contattato una giornalista del Baltimore Sun per spiegare come stavano le cose.
Gli articoli sono usciti, ma la patina di gloria che accompagna il whistleblower non è arrivata e, anzi, sono arrivate le pesanti accuse di spionaggio che l’Amministrazione ha ritirato soltanto quando è stato chiaro che per arrivare in fondo al processo avrebbe dovuto svelare informazioni confidenziali. Il funzionario virtuoso ha detto che lo ha fatto perché il suo dovere è quello di “proteggere i cittadini americani”, mentre l’Fbi faceva raid alla ricerca di prove contro di lui e la Nsa guardava il programma Trailblazer collassare sotto la sua stessa insensatezza. Drake è diventato una leggenda nella nicchia underground degli ammiratori di whistleblower, ma per lui non ci sono copertine, anniversari in cui dire “tutto ebbe inizio quando...” e lezioni di senso civico da impartire. Tutto si chiude nel più anonimo degli Apple store.
Ma la rappresentazione dei buoni che rischiano carriera e vita privata per smascherare i cattivi e, se non altro, vengono ricompensati con la corona d’alloro che spetta agli eroi del senso civico sta cambiando. Secondo i canoni classici, Thomas Drake dovrebbe essere sulla copertina di Time e tenere seminari sulla trasparenza in un’università della Ivy League, invece ha perso il lavoro, il diritto alla pensione e lavora come commesso in un Apple store nei sobborghi di Washington. Il suo precedente datore di lavoro era la Nsa, la più importante agenzia di sicurezza del governo, per la quale si occupava di software e sicurezza informatica. I dubbi sulla sensatezza di certe operazioni dell’agenzia gli sono venuti quando è iniziata una disputa fra Trailblazer e Thinthread, due programmi per il controllo delle informazioni su Internet. Trailblazer era costosissimo e invasivo per la privacy dei cittadini, Thinthread molto più economico e conforme alle leggi (anche non scritte) sull’intrusione del governo nelle vite degli altri; come nel più classico film sui whistleblower, Drake si è trovato a parteggiare per il progetto più economico e discreto, mentre i vertici dell’agenzia la pensavano al contrario. Con la legge che protegge gli informatori alla mano, Drake si è rivolto alle autorità competenti per denunciare la scelta dei suoi capi di buttare i soldi del contribuente in un programma potenzialmente liberticida, senza successo. E’ allora che ha contattato una giornalista del Baltimore Sun per spiegare come stavano le cose.
Gli articoli sono usciti, ma la patina di gloria che accompagna il whistleblower non è arrivata e, anzi, sono arrivate le pesanti accuse di spionaggio che l’Amministrazione ha ritirato soltanto quando è stato chiaro che per arrivare in fondo al processo avrebbe dovuto svelare informazioni confidenziali. Il funzionario virtuoso ha detto che lo ha fatto perché il suo dovere è quello di “proteggere i cittadini americani”, mentre l’Fbi faceva raid alla ricerca di prove contro di lui e la Nsa guardava il programma Trailblazer collassare sotto la sua stessa insensatezza. Drake è diventato una leggenda nella nicchia underground degli ammiratori di whistleblower, ma per lui non ci sono copertine, anniversari in cui dire “tutto ebbe inizio quando...” e lezioni di senso civico da impartire. Tutto si chiude nel più anonimo degli Apple store.
Leggi Tecnocrati & pedagoghi di Lanfranco Pace